Statistiche su infortuni sul lavoro e sicurezza in Italia

Novembre 5, 2025

incidenti sul lavoro

Il tema della sicurezza sul lavoro è sempre rilevante perché ci pone di fronte a un problema esprimibile in numeri concreti. Vediamo quindi le statistiche e i numeri sugli infortuni sul lavoro e la sicurezza sul lavoro in Italia.

La sicurezza sul lavoro in numeri

  • Denunce totali 2025 (primi 8 mesi): circa 384.000 (-0,7% vs 2024)
  • Morti sul lavoro primi 8 mesi 2025: 681 (493 in occasione di lavoro, 188 in itinere); trend stabile rispetto al 2024.
  • Tasso incidenza infortuni: 1.125 denunce ogni 100mila addetti (2025, -14,6% dal 2019).
  • Malattie professionali denunciate 2025: 64.118 (+8,9% rispetto al 2024).
  • Nel decennio 2015-2024, riduzione degli infortuni da 637.000 a 585.356 (-8%), decessi da 1.172 a circa 1.041.

Trend storico decennale

AnnoInfortuni denunciatiDecessi totali
2015637.0001.172
2020571.000 (Covid)1.538
2023585.3561.041
2024*~491.400 **~890 **
2025**~384.000 ***681 ***

*Dati 2024 e 2025 sono provvisori e relativi ai primi 8-10 mesi. Il picco dei decessi nel 2020 è legato anche agli effetti Covid-19 riconosciuti come infortunio. Trend decennale mostra progressivo calo delle denunce e leggera riduzione della mortalità sul lungo periodo.

Sintesi nazionale 2024

  • Denunce totali infortuni: 589.571 (+0,7% rispetto al 2023, quando erano 585.356).
  • Decessi totali: 1.090 (+4,7% rispetto a 1.041 del 2023).
  • Tasso medio di mortalità: 34,1 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori.
  • Denunce di malattia professionale: circa 68.000 (+3,5% rispetto 2023).

I dati del 2025 sulla sicurezza sul lavoro

  • Infortuni in occasione di lavoro primo semestre 2025 in calo (-1,2% vs 2024); in itinere +0,9%.
  • Incidenza morti: da 1,87 ogni 100.000 occupati (2019) a 1,78 (2025, -4,8%).
  • L’incidenza dei casi mortali più alta in Agricoltura, seguita da Costruzioni e Manifattura.
  • Morti in aumento nel Sud (+18 casi), Nord Est (+7), in calo nel Nord Ovest (-13), Centro (-3).

Analisi per settore

SettoreDecessi 2024Trend su 2023Note principali
Costruzioni156+6Settore col più alto numero di morti
Agricoltura102-5Prevalenza over 65; rischio altissimo
Trasporti & magazzinaggio111+2Incidenti veicolari e di movimentazione merci
Manifatturiero101Elevata incidenza tra operai specializzati
Commercio58-6Incidenti soprattutto su strada e logistica
Sanità e assistenza sociale29+4In prevalenza donne, spesso in itinere
Servizi (noleggio, supporto, R&S)38-1Variegata casistica
Settore pubblico90Morti stabili, bassissima incidenza
  • Maggiore mortalità ad agosto 2025: Costruzioni, Agricoltura, Manifatturiero, Trasporti.
  • Nel dettaglio: Agricoltura (29,9%), Costruzioni (26,4%), Manifatturiero (17,2% dei decessi).
  • Settori con incremento 2025: Attività manifatturiere (+12 decessi), Trasporti e magazzinaggio (+5), Commercio (+15). In calo: Costruzioni (-7), Servizi alle imprese (-1), Alloggio/Ristorazione (-6).
SettoreDenunce infortunio 2024
Manifatturiero70.842
Costruzioni37.220
Sanità e assistenza sociale36.425
Trasporto & magazzinaggio34.698
Commercio33.050
Alloggio e ristorazione13.851
Att. servizi supporto (pulizie, ecc.)23.500

Principali evidenze e tendenze settoriali

  • Il rischio mortale in edilizia e agricoltura resta superiore alla media nazionale per effetto della natura delle lavorazioni, delle irregolarità e dell’alta quota di over 65 coinvolti.
  • Nei trasporti, il 2024 segna ancora una volta un’incidenza elevata di incidenti stradali e in itinere.
  • Nel settore sanità, la quasi totalità degli infortuni mortali riguarda donne, spesso durante spostamenti lavorativi.
  • La manifattura ha il più alto numero di infortuni totali ma una letalità più bassa rispetto a costruzioni e agricoltura.
decessi settore

Le regioni con più incidenti, denunce e decessi

  • Regione con più decessi assoluti: Lombardia (68 nei primi otto mesi), seguita da Veneto (53), Campania (49), Sicilia (41).
  • Incidenza più alta (“zona rossa”) rispetto alla media in: Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia, Calabria (oltre 25% rispetto alla media nazionale di 20,6 morti/milione di lavoratori).
  • Zone “bianche” (incidenza più bassa): Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Molise.

L’incidenza tiene conto degli aspetti demografici e dei livelli occupazionali. I dati del 2025 sono parziali (8-10 mesi).

RegioneDecessi 2025
Lombardia68
Veneto53
Campania49
Sicilia41
Piemonte38
Emilia-Romagna35
Puglia32
Toscana29
Lazio24
Abruzzo10

Dati per Regione (decessi 2024 e zone rischio)

  • Incidenza superiore al +25% rispetto alla media (zone rosse): Basilicata, Valle d’Aosta, Umbria, Trentino-Alto Adige, Campania, Sardegna, Sicilia.
  • Zone arancioni: Molise, Calabria, Emilia-Romagna, Puglia
  • Zone gialle: Abruzzo, Liguria, Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia
  • Zone bianche: Veneto, Marche.
  • Macrodati di trend: Nord-Ovest 205 decessi (-6 vs 2023), Nord-Est 164 (-10), Centro 155 (+21), Sud 181 (-20), Isole 92 (+22)

Analisi demografica 2025

  • Uomini: 465 vittime su 681 primi otto mesi 2025.
  • Incidenza decessi lavoratori stranieri oltre doppio rispetto agli italiani.
  • Fascia d’età con più vittime: over 65 (molto colpiti per mansioni residue e agricoltura).
  • Complessivo calo infortuni tra uomini (-7%) e donne (-1,4%) rispetto al 2024.

Statistiche demografiche nel 2024

  • Donne: 86 morti (52 in occasione di lavoro, 34 in itinere).
  • Stranieri deceduti: 176 (su 805 morti in occasione di lavoro). Il rischio di morte per stranieri resta più del doppio rispetto agli italiani (74,2 morti/milione vs 29,7/milione).
  • Over 65: fascia più a rischio per decessi (soprattutto in agricoltura)

Tipologie di infortuni e cause principali

  • Nel 2025, aumentano gli incidenti mortali in itinere (+8,7%), calano in occasione di lavoro (-2,8%).
  • Cause principali: cadute dall’alto (edilizia, agricoltura), incidenti stradali (in itinere), schiacciamento/manovre con mezzi (manifattura, trasporti).
  • Analisi causa INAIL: oltre la metà degli infortuni mortali dovuti a comportamenti insicuri e mancata adozione DPI

Malattie professionali

  • Denunce nei primi 8 mesi 2025: 64.118 (+5.261 vs 2024, +8,9%).
  • Incidenza maggiore per patologie muscolo-scheletriche, sordità, malattie respiratorie e tumori professionali.
  • Incremento segnalato soprattutto in sanità, agricoltura, trasporti.
AnnoDenunce INAIL
202045.000
2021~55.000
2022~62.000
2023~73.000
202488.499

Suddivisione e principali patologie 2024

  • Maggior incremento sia tra lavoratori italiani (+21,1%) che stranieri (+27,1%), con uomini +22% e donne +20,8%.
  • Malattie più denunciate:
    1. Sistema osteo-muscolare e tessuto connettivo (74,7% del totale)
    2. Sistema nervoso (12%)
    3. Patologie dell’orecchio (6,5%)
    4. Seguono tumori e patologie respiratorie.
tabella denunce inail

Confronto con gli altri paesi UE

L’Italia si trova nella media UE per infortuni totali, ma sopra la media per il tasso di mortalità ogni 100.000 occupati (Italia ~2,2, UE27: ~1,7 nel 2024, dati Eurostat).

Numero assoluto di infortuni: Italia circa 590.000 denunce all’INAIL (inclusi casi lievi).

Tasso di incidenza standardizzato

  • Italia: 96,8 infortuni ogni 10.000 occupati (secondo definizione Eurostat: solo infortuni > 4 giorni di assenza, escluso itinere).
  • Media UE: 134,2 ogni 10.000 occupati.
  • Francia: 245,4; Spagna: 237,1; Germania: 153,5 ogni 10.000.

Infortuni mortali

  • Italia: 1.189 denunce, 0,87 casi ogni 100.000 occupati.
  • Media UE: 1,26; Germania: 0,61; Spagna: 1,53; Francia: 3,35.
  • L’Italia ha meno infortuni (per definizione Eurostat) rispetto alla media UE, ma un tasso di mortalità superiore alle principali economie occidentali (ma sotto alla media UE).

Malattie professionali: Italia vs UE

  • Patologie prevalenti: in Italia, 75% dei casi sono muscolo-scheletrici, seguiti da patologie neurologiche e dell’orecchio, trend analogo a quello europeo
  • Denunce 2024 in Italia: 88.499 (+21,8% rispetto al 2023, record dal 1976).

Alcune fonti per l’articolo:

Raffaele Tovino

Scritto da Raffaele Tovino

Esperto nella legislazione e negli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro e relazioni sindacali. Scrive e interviene sul tema su media come Il Sud Online, Il Sussidiario, Il Riformista, L'Edicola, Il Mondo del Lavoro.