Lo stress da lavoro può uccidere. E la Cassazione lo riconosce

Ottobre 22, 2025

Turni infiniti, pressione costante, assenza di pause. La Suprema Corte conferma che lo stress cronico sul lavoro può avere conseguenze mortali. Serve cambiare mentalità.

Lo stress non è un fastidio passeggero. È una condizione che logora il corpo e la mente.
Per molti lavoratori è diventato una presenza quotidiana, nascosta dietro parole come “produttività”, “emergenza”, “scadenze”.

Con l’ordinanza n. 26923 del 7 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha riconosciuto il nesso tra stress lavorativo e morte per infarto di un medico sottoposto a turni massacranti e a un carico di lavoro insostenibile.
I giudici hanno stabilito che le condizioni di lavoro erano causa diretta del decesso. Una decisione che segna un punto fermo: lo stress lavoro-correlato non è solo un disagio psicologico, ma un rischio concreto per la vita.

Il messaggio è chiaro: il lavoro non può costare la vita.
Dietro ogni scrivania, banco o reparto, c’è una persona. E ogni persona ha un limite. Superarlo per dovere o paura non è un atto di professionalità, ma di sacrificio inutile.

Serve un cambio di cultura.
Nelle aziende, la tutela della salute mentale deve avere lo stesso peso della sicurezza fisica.
Stress, ansia e burnout vanno considerati rischi professionali a tutti gli effetti.
Il datore di lavoro ha il dovere di prevenirli, ma anche i lavoratori devono imparare a riconoscere i segnali: insonnia, stanchezza costante, irritabilità, perdita di concentrazione.

La salute non è negoziabile.
Ogni organizzazione che rispetta le persone deve prevedere pause, turni sostenibili, spazi di ascolto e formazione sul benessere.
Non è solo un dovere legale, è una scelta etica.

Lo stress cronico non è un segno di dedizione, ma un campanello d’allarme.
Quando si accende, bisogna fermarsi.
Perché lavorare non deve mai significare ammalarsi.

Raffaele Tovino

Scritto da Raffaele Tovino

Esperto nella legislazione e negli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro e relazioni sindacali. Scrive e interviene sul tema su media come Il Sud Online, Il Sussidiario, Il Riformista, L'Edicola, Il Mondo del Lavoro.