Dal 19 maggio 2026 il sistema della formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro entra in una nuova fase. È terminato il periodo transitorio previsto dal nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025. Da questa data le aziende non potranno più avviare corsi seguendo i vecchi Accordi del 2011, 2012 e 2016.
Per imprese, enti formativi e consulenti si apre una fase delicata. Il rischio riguarda corsi non conformi, attestati contestabili e possibili conseguenze durante controlli ispettivi o verifiche in caso di infortunio.
Il nuovo Accordo cambia l’impostazione della formazione. Meno attenzione agli adempimenti formali, più attenzione alla qualità reale dell’apprendimento e all’addestramento pratico.
Tra le novità principali entra l’obbligo formativo per il datore di lavoro. Una scelta destinata ad avere impatto soprattutto nelle piccole e medie imprese, dove spesso la gestione della sicurezza veniva delegata quasi interamente a consulenti esterni.
Cambia anche il ruolo del preposto. L’aggiornamento dovrà essere effettuato ogni due anni. La figura del preposto assume un peso operativo maggiore nella vigilanza quotidiana delle attività lavorative.
Altro punto centrale riguarda l’addestramento pratico. In diversi percorsi non basterà più la formazione teorica o la semplice videolezione. Il nuovo Accordo insiste sulla prova concreta delle competenze, con esercitazioni documentate e verifiche finali strutturate.
Arrivano anche limiti più rigidi per l’e-learning. Alcune attività formative non potranno più essere svolte integralmente a distanza. Una scelta nata dal confronto acceso degli ultimi anni sulla reale efficacia della formazione online nei contesti ad alto rischio.
Le aziende ora sono chiamate a verificare rapidamente la propria situazione interna:
- corsi programmati
- aggiornamenti in scadenza
- modalità formative utilizzate
- registri e verbali
- requisiti dei docenti
- procedure di verifica finale
Il timore di molti operatori del settore riguarda la fase applicativa. Diverse imprese rischiano di trovarsi impreparate davanti ai nuovi obblighi, soprattutto dopo anni di gestione basata sui precedenti Accordi Stato Regioni.
Anche per enti formativi e organismi paritetici si apre una fase di forte responsabilità. La corretta progettazione dei corsi diventa decisiva per evitare contestazioni sulla validità della formazione erogata.
Sul piano politico e tecnico il nuovo Accordo rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti degli ultimi anni nel sistema della prevenzione italiana. L’obiettivo dichiarato resta quello di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e ridurre infortuni e morti sul lavoro attraverso una formazione più concreta, verificabile e aderente alle attività realmente svolte dai lavoratori.
